L’uso dell’Intelligenza artificiale non è certo una novità nel campo della medicina. La ricerca è in costante cambiamento e l’intelligenza artificiale nel corso degli anni ha dato un contributo notevole, basti pensare all’iniziativa I3LUNG per la lotta contro il tumore ai polmoni.
Quando nel 2023 Will Studholme, 58 anni, si è presentato al pronto soccorso di un ospedale NHS di Oxford con sintomi gastrointestinali, ha inizialmente ricevuto una TAC addominale, dopodiché la scansione è stata sottoposta a una tecnologia di AI. Da quest’ultima gli è stata identificata una vertebra collassata nella colonna vertebrale, un comune indicatore precoce di osteoporosi.
Grazie a questa scoperta, il paziente non solo ha ottenuto la diagnosi ma anche una terapia volta a migliorare la sua densità ossea semplicemente attraverso l’infusione annuale di un farmaco.
Lo stesso Studholme ha affermato che questo trattamento non sarebbe stato possibile senza l’intervento della tecnologia AI.
Pur non essendo raro il fatto che un radiologo individui qualcosa di accidentale in una diagnostica, l’applicazione dell’intelligenza artificiale in background (o diagnostica opportunistica per immagini) che esamina i primi segnali di malattie, a prescindere dal motivo per cui è stata originariamente ordinata rappresenta una novità. È considerata quindi un’opportunità in quanto ha il potenziale di individuare malattie che nelle fasi iniziali potrebbero non essere diagnosticate, e questo rende più facile trattenerne la progressione.
“Possiamo evitare molte delle mancate prevenzioni che abbiamo perso in precedenza” ha affermato Perry Pickhardt, professore di radiologia e fisica medica presso l’Università del Wisconsin-Madison, nonché tra coloro che hanno sviluppato gli algoritmi, insieme a Miriam Bredella, radiologa presso la NYU Langone. “Nelle scansioni TC ci sono molti dati relativi ai tessuti e agli organi del corpo che in realtà non utilizziamo” ha osservato Bredella, concludendo che la tecnologia presenta vantaggi anche in termini di riduzione dei pregiudizi.
Proprio l’osteoporosi infatti si pensa che generalmente colpisca donne magre e anziane, per cui i medici stessi tendenzialmente potrebbero non guardare al di fuori di quel target. Quello che invece fa questo uso clinico dell’intelligenza artificiale (o diagnostica opportunistica per immagini) è dare uno sguardo completo senza alcun tipo di discriminazione, proprio come nel caso del signor Studholme la cui età, secondo i metodi tradizionali, avrebbe potuto precluderlo dal ricevere quella diagnosi. La tecnologia utilizzata per la sua scansione appartiene all’azienda israeliana Nanox.AI, una delle poche aziende che lavorano sull’AI per lo screening opportunistico.
Gli ospedali del NHS di Oxford hanno iniziato a testare il prodotto di Nanox.AI incentrato sull’osteoporosi nel 2018, prima di introdurlo ufficialmente nel 2020.
Kassim Javaid, da cui è stato introdotto l’algoritmo e professore presso l’Università di Oxford di osteoporosi e malattie rare delle ossa, si è dimostrato ottimista davanti ai risultati raggiunti, affermando che a lungo termine un maggior numero di persone con diagnosi in fase precoce, saranno sottoposte in tempo al trattamento preventivo di cui hanno bisogno, ottimizzando anche i costi per il Servizio Sanitario Nazionale.
Sebbene l’attenzione degli ospedali sia rivolta soprattutto alle scansioni TC, negli ospedali si sta lavorando per ricavare opportunamente informazioni anche da altri tipi di immagini tra cui ad esempio mammografie. Gli algoritmi vengono addestrati su diverse scansioni precedenti, ed è previsto un livello di revisione umana: se l’IA trova qualcosa di sospetto, lo invia ai radiologi per la conferma prima che venga comunicato ai medici.
È inoltre importante, come ribadito da tutti gli esperti, che i dati di addestramento siano quanto più inclusivi per garantire che la tecnologia venga impiegata su una gamma vasta e diversificata di persone.