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L’IA entra in sala parto per monitorare le nascite

di Redazione

2 minuti

15/12/2024

A partire dal 2028, una rivoluzione tecnologica potrebbe trasformare la gestione del parto nelle sale operatorie di tutto il mondo. Un innovativo software basato sull’intelligenza artificiale, integrato negli ecografi, promette di fornire informazioni in tempo reale sulla posizione della testa del feto, aiutando gli operatori sanitari a decidere il miglior approccio per garantire un parto sicuro.

Questa tecnologia è il risultato di un progetto coordinato dal Professor Tullio Ghi, figura di spicco nel campo dell’ostetricia e ginecologia, ora Ordinario presso l’Università Cattolica e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia del Policlinico Gemelli di Roma. Il lavoro, realizzato in collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Lecce e con la Clinica Ostetrica dell’Università di Parma, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista The European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology.

Il cuore del sistema è un modello di intelligenza artificiale in grado di analizzare le immagini ecografiche in pochi istanti, determinando con un’accuratezza complessiva del 94,5% la posizione della testa fetale. In pratica, il software traduce dati complessi in un semplice sistema semaforico:
– Verde, si può procedere con il parto naturale o con l’uso della ventosa.
– Giallo, la situazione richiede un’ulteriore valutazione.
– Rosso, è necessario considerare un intervento di cesareo d’urgenza.

Questa chiarezza visiva può aiutare i medici, soprattutto quelli meno esperti, a prendere decisioni rapide e precise, riducendo il rischio di errori. La posizione della testa fetale è, infatti, un elemento cruciale nel processo di nascita. Una malposizione, come l’orientamento dell’occipite verso l’osso sacro anzichĂ© verso il pube, può rallentare o bloccare la progressione del parto, aumentando il rischio di complicazioni. “L’ecografia giĂ  rappresenta un valido supporto per valutare con precisione la posizione fetale, ma non tutti gli operatori sono adeguatamente formati per utilizzarla al meglio”, spiega il Professor Ghi. “Questo può portare a errori significativi, come l’errata applicazione della ventosa, con conseguenze anche gravi”.

Lo sviluppo del modello è stato condotto nell’ambito del gruppo internazionale ISLANDS (International Study Group on Labor and Delivery Sonography), fondato dallo stesso Professor Ghi. La validazione iniziale del software si è basata su oltre 2154 immagini ecografiche raccolte da 16 centri medici di tutto il mondo. I risultati sono stati promettenti. Il software ha mostrato una sensibilità del 95,6%, dimostrando una straordinaria capacità di rilevare la malposizione della testa fetale. Questo successo ha spinto il Ministero della Salute a finanziare ulteriori ricerche prospettiche con un fondo di 200 mila euro.

Sebbene il software debba essere ulteriormente validato su un campione piĂą ampio di pazienti, le aspettative sono alte. “Se i risultati futuri confermeranno quelli attuali, questa tecnologia potrebbe entrare nella pratica clinica entro tre o quattro anni”, sottolinea il Professor Ghi. L’obiettivo finale è ridurre i rischi associati al parto, fornendo agli operatori uno strumento che non solo aumenta la sicurezza per il neonato e la madre, ma migliora anche l’efficienza delle decisioni mediche.

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Aggiornato il 12/03/2024

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