Articoli

Le emozioni sono corporee. Molto più di quanto pensiamo

di Redazione

3 minuti

17/07/2024

Le emozioni non sono solo un groviglio di pensieri e sensazioni astratte, ma hanno una base ben precisa nel nostro corpo. Lo dimostra lo studio Mapping the Emotional Homunculus with fMRI (Mappare l’Homunculus emotivo tramite Risonanza Magnetica Funzionale), condotto dall’Università di Milano-Bicocca e pubblicato sulla rivista scientifica iScience. Lo studio ha rivelato che le aree corticali somatosensoriali e motorie del cervello, tipicamente attivate da sensazioni tattili o dal movimento, si attivano anche in risposta alle emozioni soggettive.

“In passato diversi progetti di ricerca avevano dimostrato a livello comportamentale che le emozioni sono associate a specifiche parti del corpo. Tuttavia, rimaneva da capire quanto specifiche aree cerebrali, tipicamente coinvolte nell’elaborazione di sensazioni tattili e motorie partecipassero alla generazione di specifiche emozioni, quali la tristezza, la felicità, la paura. Noi lo abbiamo dimostrato per la prima volta a livello neurofisiologico”, spiega Elena Nava, professoressa del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, che ha firmato lo studio, insieme ai colleghi Michelle Giraud, Laura Zapparoli, Gianpaolo Basso, Marco Petilli ed Eraldo Paulesu, afferenti allo stesso dipartimento.

Utilizzando una risonanza magnetica funzionale a 3 Tesla situata presso l’Ospedale San Gerardo di Monza, i ricercatori hanno studiato un campione di 26 soggetti.
Gli esperimenti si sono svolti in tre fasi principali:
– Stimolazione Tattile
I soggetti sono stati stimolati in diverse parti del corpo (mani, tronco, piedi, volto) utilizzando i “filamenti di Von Frey”, strumenti che permettono di applicare una stimolazione tattile con intensità costante.
– Movimenti del Corpo
Ai soggetti è stato chiesto di eseguire movimenti specifici delle stesse parti del corpo stimolate nel primo test (es. aprire e chiudere le mani, muovere le labbra).
– Recall Emotivo
Basandosi su interviste precedenti, ai soggetti è stato chiesto di rivivere episodi autobiografici altamente emotivi, sia positivi che negativi (es. giorno del matrimonio, lutto).

emozioni


Attraverso la risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno registrato quale area del cervello venisse attivata da ogni stimolazione, motoria, tattile o emotiva, ricavando due mappe, tattile-motoria ed emotiva. Sovrapponendo la mappa delle aree corticali attivate durante la rievocazione delle emozioni alla mappa delle aree corticali attivate durante le stimolazioni tattili e motorie, i ricercatori di Milano-Bicocca hanno scoperto che alcune aree si attivano con entrambe le due tipologie di stimolazione. 

Lo studio aiuta a comprendere meglio alcune metafore che usiamo comunemente per descrivere le emozioni, come “sentire le farfalle nello stomaco” quando si è innamorati o “ribollire di rabbia”. Queste metafore riflettono il fatto che le emozioni sono effettivamente legate a sensazioni fisiche nel nostro corpo.


Questa scoperta, in generale, aiuta a comprendere meglio la natura delle emozioni, che non sono solo fenomeni mentali, ma strettamente legate al nostro corpo; apre nuove strade per il trattamento dei disturbi emotivi, se le emozioni sono “incarnate”, infatti, è possibile che nuovi approcci terapeutici basati sul movimento o sul contatto fisico possano essere utili per trattare disturbi come l’ansia o la depressione; sottolinea l’importanza del benessere fisico per il benessere mentale, prendersi cura del proprio corpo attraverso attività fisica, contatto con la natura e altre esperienze sensoriali positive può essere utile per migliorare il proprio stato emotivo.

Riproduzione Riservata © 2024 Scitizenship

Aggiornato il 07/23/2024

Articoli correlati