Un recente studio dell’Università di Bologna, intitolato “Perceptual Bias in Motion Discrimination is Related to Asymmetric Interhemispheric Alpha Traveling Waves” e firmato da Luca Tarasi, Vincenzo Romei e Andrea Alamia (CNRS, Tolosa), ha svelato un curioso bias percettivo del cervello umano: percepiamo più facilmente i movimenti che si spostano verso sinistra rispetto a quelli verso destra. La ricerca, pubblicata sulla rivista Advanced Science, mostra come questa preferenza sia legata al modo in cui le onde cerebrali comunicano tra i due emisferi.
Il team di studio, guidato da Vincenzo Romei del Dipartimento di Psicologia “Renzo Canestrari”, ha coinvolto 42 partecipanti in un esperimento in cui veniva chiesto di indicare la direzione di punti in movimento su uno schermo. Durante il compito, l’attività elettrica del cervello veniva registrata tramite elettroencefalografia, con particolare attenzione alle aree V5 dei due emisferi, responsabili dell’elaborazione del movimento visivo.
L’analisi ha rivelato che le onde alpha viaggiano con maggiore intensità dall’emisfero sinistro verso quello destro. Questa asimmetria nella comunicazione cerebrale si riflette nel comportamento. Anche quando i movimenti visuali erano bilanciati tra destra e sinistra, i partecipanti tendevano a percepirli come spostati verso sinistra.
Secondo Romei, questa scoperta dimostra che la percezione non dipende solo dall’informazione sensoriale ricevuta, ma anche da come il cervello integra internamente i dati. “Il nostro cervello non è solo un ricevitore passivo di stimoli: gli emisferi comunicano dinamicamente per costruire una rappresentazione coerente del mondo”, spiega.
Gli studiosi ipotizzano che la preferenza per il movimento verso sinistra possa derivare da una divisione del lavoro tra i due emisferi: il sinistro analizza i dettagli sensoriali, mentre il destro integra queste informazioni in una rappresentazione globale. Abitudini culturali, come la direzione della lettura, potrebbero, inoltre, modulare questa dinamica.
Questa scoperta apre nuove prospettive applicative, dal miglioramento dell’allenamento percettivo e della neuroriabilitazione, allo studio dei disturbi neurocognitivi. Luca Tarasi, primo autore dello studio, evidenzia che persone con tratti autistici potrebbero mostrare una minore tendenza a percepire i movimenti verso sinistra, a causa di una ridotta comunicazione tra aree cerebrali.
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Il nostro cervello preferisce i movimenti verso sinistra
di Redazione
2 minuti
09/10/2025
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Aggiornato il 10/06/2025