Salute

Il diabete gestazionale non è solo un problema temporaneo della gravidanza

di Redazione

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04/12/2024

Un team internazionale di ricercatori, coordinato dall’Università di Ginevra (UNIGE), ha adottato un approccio tecnologico innovativo per studiare il diabete gestazionale (DG), una condizione che colpisce circa il 10% delle donne in gravidanza. Grazie all’uso di dispositivi tecnologici avanzati, i ricercatori hanno scoperto che le donne con una diagnosi di DG, anche dopo aver apparentemente recuperato parametri clinici normali, continuano a presentare squilibri metabolici che potrebbero predisporle al diabete di tipo 2.

Lo studio, realizzato dai ricercatori dell’università di Givenvra in collaborazione con il Centro Ospedaliero Universitario di Vaud (CHUV), gli Ospedali Universitari di Ginevra (HUG), l’Università di Losanna (UNIL) e l’EPFL (Scuola Politecnica Federale di Losanna), è stato recentemente pubblicato sulla rivista Diabetologia con il titolo The metabolic and circadian signatures of gestational diabetes in the postpartum period characterised using multiple wearable devices.

Tinh-Hai Collet, ricercatore principale del progetto, ha spiegato che il DG, pur essendo spesso considerato una condizione transitoria legata alla gravidanza, può essere il primo segnale di un futuro rischio di diabete di tipo 2. Le tecniche convenzionali utilizzate oggi nelle cliniche per monitorare il diabete gestazionale sono efficaci, ma la ricerca ha dimostrato che questa condizione non scompare del tutto dopo il parto. Permangono infatti disturbi nella regolazione del glucosio, che potrebbero avere ripercussioni a lungo termine, anche quando i valori glicemici nel sangue risultano normali.

Lo studio ha monitorato le donne integrando i dati glicemici in un’app per smartphone, simile a un diario alimentare, per analizzare la dinamica del glucosio post-pasto. È stato proprio l’utilizzo di queste nuove tecnologie a fare la differenza nello studio. Le misurazioni sono state effettuate per un periodo di due settimane, tra uno e due mesi dopo il parto, e ripetute sei mesi più tardi. Lo studio ha coinvolto 22 donne con diabete gestazionale, confrontandole con 15 donne che avevano mantenuto un metabolismo del glucosio normale durante la gravidanza precedente.

Gli esperti sottolineano che le loro scoperte evidenziano l’importanza di un follow-up personalizzato per le donne con una storia di DG. La combinazione di tecnologia e analisi dei dati potrebbe permettere di individuare precocemente i fattori di rischio, promuovendo interventi mirati per prevenire lo sviluppo del diabete di tipo 2.

L’approccio adottato apre nuove prospettive per la medicina preventiva, dimostrando come la tecnologia possa diventare un potente alleato nel comprendere e gestire condizioni complesse. Grazie a strumenti innovativi, come i sensori indossabili e l’analisi big data, è possibile superare i limiti della diagnostica tradizionale e proporre soluzioni più efficaci e personalizzate per la salute delle donne.

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Aggiornato il 12/13/2024

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