Salute

Il braccio robotico controllabile con il respiro

di Redazione

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12/01/2024

L’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) di Losanna e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa hanno sviluppato un braccio robotico indossabile completamente controllabile attraverso la respirazione e la gestione dei movimenti del diaframma. Questo dispositivo potrebbe avere applicazioni non solo per persone normodotate desiderose di perfezionare le proprie abilità, ma soprattutto per migliorare la vita di coloro che soffrono di problemi di salute o hanno perso l’uso di un arto.

Il braccio robotico indossabile è stato progettato per essere controllato tramite la respirazione e i ricercatori hanno dimostrato la sua efficacia in test eseguiti nei laboratori italiani e svizzeri. Attraverso l’apprendimento della gestione e del monitoraggio dei movimenti del diaframma, un individuo può riuscire a controllare con successo un braccio aggiuntivo.

Nel corso degli esperimenti, è stato creato un ambiente virtuale in cui l’utente poteva vedere tre braccia: la mano e il braccio destro, la mano e il braccio sinistro e un terzo braccio con una mano simmetrica a sei dita. Utilizzando una cintura in grado di misurare il movimento del diaframma, gli individui hanno dimostrato di poter controllare il braccio virtuale spostandolo da una parte all’altra con facilità e tempi di reazione accettabilissimi.

Lo studio pubblicato sulla rivista Science Robotics, che fa parte del progetto denominato Third-Arm, mira a fornire un braccio robotico indossabile per l’assistenza quotidiana, con particolare attenzione all’ambito lavorativo, ad esempio, per chi opera nella logistica o in sala operatoria come un chirurgo.

Il professor Silvestro Micera, specializzato in Bioelettronica e Ingegneria neurale presso l’EPFL e la Scuola Superiore Sant’Anna, ha sottolineato che esplorare i limiti cognitivi del controllo di un terzo braccio non solo migliorerebbe la comprensione del cervello umano, ma potrebbe anche contribuire allo sviluppo di dispositivi di assistenza per persone con disabilità o protocolli di riabilitazione post-ictus.

Solaiman Shokur, co-PI dello studio e Senior Scientist dell’EPFL presso il Neuro-X Institute, ha aggiunto: “Vogliamo capire se il nostro cervello è programmato per controllare ciò che la natura ci ha dato e abbiamo dimostrato che il cervello umano può adattarsi a coordinare nuovi arti in tandem con quelli biologici. Si tratta di acquisire nuove funzioni motorie, di potenziare quelle già esistenti di una determinata persona, sia essa portatrice di qualche disabilità o no. Dal punto di vista del sistema nervoso, si tratta di un continuum tra riabilitazione e potenziamento”.

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Aggiornato il 05/15/2024

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