Medicina

Il braccio robotico controllabile con il respiro

di Redazione

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L’√Čcole Polytechnique F√©d√©rale de Lausanne¬†(EPFL) di Losanna e la¬†Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa¬†hanno sviluppato un braccio robotico indossabile completamente controllabile attraverso la respirazione e la gestione dei movimenti del diaframma. Questo dispositivo potrebbe avere applicazioni non solo per persone normodotate desiderose di perfezionare le proprie abilit√†, ma soprattutto per migliorare la vita di coloro che soffrono di problemi di salute o hanno perso l’uso di un arto.

Il braccio robotico indossabile √® stato progettato per essere controllato tramite la respirazione e i ricercatori hanno dimostrato la sua efficacia in test eseguiti nei laboratori italiani e svizzeri. Attraverso l’apprendimento della gestione e del monitoraggio dei movimenti del diaframma, un individuo pu√≤ riuscire a controllare con successo un braccio aggiuntivo.

Nel corso degli esperimenti, √® stato creato un ambiente virtuale in cui l’utente poteva vedere tre braccia: la mano e il braccio destro, la mano e il braccio sinistro e un terzo braccio con una mano simmetrica a sei dita. Utilizzando una cintura in grado di misurare il movimento del diaframma, gli individui hanno dimostrato di poter controllare il braccio virtuale spostandolo da una parte all’altra con facilit√† e tempi di reazione accettabilissimi.

Lo studio pubblicato sulla rivista¬†Science Robotics, che fa parte del progetto denominato¬†Third-Arm, mira a fornire un braccio robotico indossabile per l’assistenza quotidiana, con particolare attenzione all’ambito lavorativo, ad esempio, per chi opera nella logistica o in sala operatoria come un chirurgo.

Il professor Silvestro Micera, specializzato in Bioelettronica e Ingegneria neurale presso l’EPFL e la Scuola Superiore Sant’Anna, ha sottolineato che esplorare i limiti cognitivi del controllo di un terzo braccio non solo migliorerebbe la comprensione del cervello umano, ma potrebbe anche contribuire allo sviluppo di dispositivi di assistenza per persone con disabilit√† o protocolli di riabilitazione post-ictus.

Solaiman Shokur, co-PI dello studio e Senior Scientist dell’EPFL presso il Neuro-X Institute, ha aggiunto: ‚ÄúVogliamo capire se il nostro cervello √® programmato per controllare ci√≤ che la natura ci ha dato e abbiamo dimostrato che il cervello umano pu√≤ adattarsi a coordinare nuovi arti in tandem con quelli biologici. Si tratta di acquisire nuove funzioni motorie, di potenziare quelle gi√† esistenti di una determinata persona, sia essa portatrice di qualche disabilit√† o no.¬†Dal punto di vista del sistema nervoso, si tratta di un continuum tra riabilitazione e potenziamento‚ÄĚ.

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