Medicina

I3LUNG, l’intelligenza artificiale contro il tumore al polmone

di Redazione

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Di recente, la Commissione europea ha lanciato Horizon Europe, il programma quadro di ricerca e innovazione, con l’obiettivo di rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell’UE per stimolare la competitività, attuare le priorità principali e rafforzare lo Spazio Europeo della Ricerca. Questo sarà principalmente attraverso bandi competitivi per progetti di ricerca innovativi. Il programma è il più vasto al mondo nel campo della ricerca e dell’innovazione e durerà fino al 2027, con un budget totale di 95,5 miliardi di euro.

È aperto a organizzazioni di qualsiasi tipo, tra cui il mondo accademico, l’industria e le organizzazioni no-profit. Di questo importo, circa 8,33 miliardi di euro saranno destinati all’area della salute, per affrontare una serie di obiettivi, tra cui la prevenzione delle malattie, lo sviluppo di nuovi strumenti per migliorare la salute dei cittadini e la lotta alle malattie e alla loro riduzione dell’impatto quotidiano.

I3LUNG è un’iniziativa di ricerca nell’ambito del tumore al polmone, progettata e presentata per garantire una metodologia innovativa, sostenibile e di alta qualità nell’assistenza sanitaria. Il progetto mira a creare uno strumento decisionale all’avanguardia che aiuterà i medici e i pazienti a selezionare la migliore scelta terapeutica, sia per efficacia che come risposta ai loro specifici bisogni e necessità. Il progetto utilizzerà l’intelligenza artificiale (AI), in particolare le metodologie di apprendimento profondo e approfondimento automatico (deep learning e machine learning), per analizzare la grande quantità di informazioni disponibili per questa tipologia di tumore, al momento non sfruttate al massimo del loro potenziale.

Verranno raccolte le caratteristiche cliniche, le immagini radiologiche e le caratteristiche del tumore già disponibili per 2.000 pazienti arruolati in studi clinici presso i centri partecipanti al progetto. Allo stesso tempo, saranno generati dati biologici “multiomici”, tra cui il carico mutazionale del tumore, l’analisi del microbioma intestinale, il profilo di espressione immunitaria tumorale e circolante, nonché la metabolomica in 200 pazienti arruolati in uno studio prospettico condiviso dai centri clinici coinvolti. È previsto anche uno studio psicologico su questi pazienti, il cui contributo sarà fondamentale per sviluppare uno strumento di supporto alla decisione medica che tenga conto delle preferenze del paziente riguardo al suo piano di cura.

Il progetto coinvolge 6 centri clinici di eccellenza in tutto il mondo che si occupano della cura del tumore polmonare, situati in Italia, Germania, Spagna, Grecia, Israele e USA.


I3LUNG ha l’obiettivo di sviluppare una piattaforma europea basata sull’intelligenza artificiale (AI), il deep learning e il machine learning per personalizzare la terapia dei pazienti affetti da tumore polmonare. La piattaforma sarà in grado di analizzare e correlare informazioni biologiche e cliniche, al fine di individuare i trattamenti più adatti per ogni paziente, migliorando così la loro sopravvivenza e la loro qualità di vita.

Il progetto coinvolge 16 organizzazioni europee e internazionali, tra cui istituti di ricerca, università e centri clinici, con un budget di 10 milioni di euro e un orizzonte temporale di 5 anni. L’obiettivo finale del progetto è dimostrare che la piattaforma sviluppata può diventare uno strumento efficace e una nuova realtà clinica per i pazienti affetti da tumore polmonare. In caso di successo, l’approccio sviluppato potrebbe essere esteso ad altri tipi di tumore per beneficiare il maggior numero di pazienti oncologici.


Il tumore al polmone

Il tumore al polmone è stata la principale causa di morte per cancro negli uomini e la seconda nelle donne nel 2021, con 370.000 decessi all’anno in Europa. Il consorzio ha sviluppato questo progetto per affrontare una delle principali problematiche nel campo del tumore polmonare odierno: la mancanza di biomarcatori che predicono la risposta al trattamento basato sull’immunoterapia (IO) nei pazienti con tumore metastatico al polmone non a piccole cellule (mNSCLC). L’IO ha rivoluzionato il trattamento dei pazienti con mNSCLC ed è ora offerto in prima linea come singola terapia o in combinazione con la chemioterapia standard per i pazienti privi di mutazioni specifiche per le quali esistono farmaci mirati.

Tuttavia, solo il 30-50% dei pazienti ottiene una risposta duratura all’IO. Ad oggi, l’espressione del ligando di morte programmata 1 (PD-L1) rimane l’unico biomarcatore utilizzato per predire la risposta all’IO e la sopravvivenza del paziente. Tuttavia, la sua capacità predittiva sub-ottimale mette in evidenza la necessità di analisi molecolari innovative e più complete per permettere l’individuazione di terapie più efficaci.

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Aggiornato il 04/06/2023

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