Salute

«Educazione sessuale nelle scuole? È fondamentale». Intervista a Chiara Di Pietro

di Redazione

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Sono tante le motivazioni per cui, sin dagli anni delle medie, è corretto e sano parlare alle ragazze e ai ragazzi di educazione sessuale e affettiva. In primis il fatto che normalizzare argomenti, ancora oggi spesso tabù, è la chiave per prevenire molti altri problemi biologico-riproduttivi, psico-affettivi e socio-relazionali. «Ormai è un anno che ho iniziato, insieme all’ostetrica che lavora con me, ad andare in giro per le scuole per parlare di educazione affettiva e sessuale, sia alle medie che nei licei», ci racconta Chiara Di Pietro, medico specialista in Ginecologia e Ostetricia, impegnata nella divulgazione della ginecologia sui social media dove conta un pubblico di 359k follower su Instagram e 856k follower su TikTok, conosciuta come UnaGinecologaPerAmica.

Con la Dottoressa abbiamo parlato di educazione sessuale, contraccezione di ultima generazione, mestruazioni dolorose, della grande sfida della divulgazione sui social media e della necessità per un buon medico di aggiornarsi costantemente per restituire ai propri pazienti informazioni non solo corrette, ma anche connesse all’evoluzione della scienza medica.

Dottoressa, quando ha capito di voler diventare una ginecologa?
«Ho sempre saputo di voler diventare un medico, fin da bambina. Ho sempre amato l’idea di aiutare gli altri. In realtà, all’inizio ero determinata a fare il chirurgo. Mi piaceva la sala operatoria ed ero portata per le attività manuali. Poi, il giorno del mio esame di Ginecologia durante il corso di Laurea, il primario rimase entusiasta e mi offrì la tesi con lui. Avevo 10 minuti per decidere cosa fare. Chiamai il mio ‘mentore’ di chirurgia con cui stavo già facendo la tesi e gli chiesi consiglio. Ginecologia mi piaceva molto, ma il mio sogno era sempre stato un altro. Lui molto paterno mi disse: ‘Ti parlo come se fossi un padre. Se pensi di volere una famiglia e dei figli accetta. La ginecologia ti permetterà di seguire il tuo sogno (perché ha tanta chirurgia al suo interno), ma anche di lavorare in ambulatorio con grandi soddisfazioni, conciliando più semplicemente la vita familiare con il lavoro”. Mi fidai e mai consiglio fu più giusto».

Educazione sessuale nelle scuole. Cosa ne pensa?
«Penso che sia fondamentale. Ormai è un anno che ho iniziato, insieme all’ostetrica che lavora con me, ad andare in giro per le scuole per parlare di educazione affettiva e sessuale sia alle medie che nei licei. Ovviamente ogni età ha argomenti diversi: alle medie è fondamentale la parte affettiva ed emotiva, la gestione dei cambiamenti del corpo, l’inclusività, il consenso; al liceo, invece, è fondamentale parlare anche di contraccezione e di rispetto. I ragazzi ne hanno un gran bisogno e sentirsi ascoltati e accolti senza giudizio per loro è fondamentale. Abbiamo iniziato anche un tour in giro per i cinema italiani con uno ‘spettacolo di educazione sessuale’ per i ragazzi del liceo dove possono venire gratuitamente in gita scolastica. Finora il successo è stato strepitoso».

A proposito di contraccezione, quali sono gli anticoncezionali di ultima generazione?
«Potremmo parlarne per ore. Ci sono le pillole con estrogeno naturale, l’impianto sottocutaneo… ad oggi c’è di tutto e questo permette ad ogni donna di trovare l’alternativa più adatta a lei».

Parliamo di mestruazioni: cosa fare se molto dolorose? Coppetta mestruale sì o no?
«La mestruazioni sono qualcosa che fa parte di noi. Possono portare diversi fastidi come mal di pancia, dolore ai reni, gambe stanche. Ma il dolore non va mai normalizzato. Se è molto forte e ci impedisce di svolgere le nostre attività quotidiane va sempre indagato e, soprattutto, risolto. Per quanto riguarda la coppetta mestruale assolutamente sì. È una grande invenzione, sia per l’ecosistema che per la comodità. Bisogna solo convincere le donne a provarla perché se ne parla ancora troppo poco e molte ne sono spaventate».

Divulgare la ginecologia. Cosa significa per lei? E i social media che ruolo giocano?
«È qualcosa di estremamente importante, gratificante, ma difficile. Tante donne, indipendentemente dall’età, hanno dubbi o domande che spesso si vergognano a fare. Parlare di argomenti così comuni, ma anche difficili cercando di renderli accessibili a tutti è la sfida più grande. Bisogna però fare molta attenzione a ciò che si dice: bisogna studiare sempre, aggiornarsi sulle linee guida, parlare di tutto con parole semplici. I social ci permettono di raggiungere tante persone. Non è più solo un rapporto 1 ad 1 come a studio».

In questi anni di divulgazione sui social, cosa può dire di aver imparato dal suo pubblico?
«Devo dire che è stata tutta una grande scoperta. Ricevere messaggi di ringraziamento perché finalmente hanno scoperto quale era il loro problema o perché si sentono meno sole o non si sentono più ‘sbagliate’ è la forma di gratificazione più alta che una persona possa avere. A livello professionale è uno stimolo continuo a studiare sempre e a chiedermi sempre il perché delle cose. Un buon medico è colui che ascolta e che non pensa mai di essere arrivato e di sapere tutto, ma, al contrario, non smette mai di interrogarsi e cercare risposte».

In che modo gestisce la scelta degli argomenti da trattare sui social?
«La scelta dipende tanto dalle domande che mi fanno sia le pazienti a studio che le donne via IG o TikTok. Naturalmente non è possibile rispondere ai messaggi privati dove ti chiedono consulenze o fare diagnosi online, non sarebbe professionale, ma spesso utilizzo ciò che mi chiedono come spunto per post o video. Così, invece di aiutare la singola persona, aiuto tutte le donne che hanno un problematica simile».

“Una ginecologa per amica”: quale approccio ha seguito nella stesura di questo libro e qual era il suo obiettivo? 
«Ho cercato di parlare come farei con mia figlia o con un’amica. Il ‘medichese’ non è accessibile a tutti, ma i ‘problemi da donne’, i dubbi su tanti argomenti al femminile li abbiamo tutte a tutte le età. Questo libro voleva essere un manuale di sopravvivenza per le donne. Indicato dalle ragazze di 14 anni in poi. Sono tantissime le donne che, anche a 30 o 40 anni, ancora conoscono troppo poco il loro corpo e il suo funzionamento. La sindrome pre-mestruale, le alternative all’assorbente, la libertà di provare emozioni anche negative. Così come sono ancora troppe le donne che si sentono ‘fatte male’ o diverse o sbagliate. Con questo libro ho voluto normalizzare tante cose che fanno solo parte della nostra unicità».



La Dott.ssa Chiara Di Pietro è un medico chirurgo specialista in Ginecologia e Ostetricia. Si è laureata con Lode, nel 2008, in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, dove ha vinto una borsa di studio Raeli per studenti meritevoli e avuto un incarico di ricercatore sul tema “Ricerca dei fattori di rischio di parto pretermine durante il 1° trimestre”. Nel 2018 ha aperto il suo studio privato a Roma, dove ha avuto il piacere di seguire e aiutare tante meravigliose donne di tutte le età, con molte delle quali ha costruito un rapporto di amicizia. La passione per il suo lavoro, l’ha portata a insegnare e a partecipare a numerosi convegni. Inoltre, ha voluto far arrivare la sua voce anche online, utilizzando i social media per condividere la sua conoscenza professionale con tante donne. Conosciuta come “una ginecologa per amica”, oggi conta 364mila follower su Instagram e 857mila follower su TikTok. Nel 2022 ha scritto un libro, edito da Rizzoli, intitolato, appunto, “Una ginecologa per amica”.

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Aggiornato il 05/24/2024

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