Articoli

Disturbi alimentari nelle future mamme? Possono aumentare il rischio di problemi respiratori infantili

di Redazione

3 minuti

22/01/2026

La salute mentale delle mamme può lasciare un’impronta duratura sul benessere del bambino, e non solo sul piano psicologico. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Thorax suggerisce che anche i disturbi del comportamento alimentare delle mamme potrebbero essere associati a un aumento del rischio di problemi respiratori nei figli, ampliando un campo di ricerca finora concentrato quasi esclusivamente su depressione e ansia.

La maggior parte degli studi precedenti ha, infatti, mostrato che stress, ansia e depressione durante la gravidanza sono legati a un maggior rischio di respiro sibilante e asma nei bambini. Molto meno si sapeva, invece, sul possibile ruolo di condizioni meno frequenti, ma clinicamente rilevanti come anoressia e bulimia. Per colmare questa lacuna, un gruppo internazionale di ricercatori ha analizzato i dati di oltre 131.000 coppie mamme-figli provenienti da sette coorti europee riunite nell’EU Child Cohort Network. Allo studio ha contribuito anche il progetto italiano NINFEA, la più ampia coorte nazionale arruolata online, attiva dal 2005.

I risultati mostrano che la presenza di un disturbo alimentare nelle mamme prima della gravidanza è associata a un aumento del rischio di respiro sibilante in età prescolare e di asma in età scolare. In media, i figli di madri con una storia di disturbi alimentari presentano un rischio più alto di circa un quarto rispetto ai bambini non esposti, un dato che per l’asma risulta sorprendentemente coerente tra le diverse popolazioni studiate, nonostante le forti differenze nei tassi di prevalenza osservati tra le coorti europee.

L’associazione non sembra essere spiegata interamente dalla presenza concomitante di depressione o ansia, condizioni che spesso coesistono con i disturbi alimentari. Anche escludendo le mamme con questi problemi, il legame tra disturbi alimentari e salute respiratoria dei bambini rimane in gran parte invariato. Analizzando i diversi sottotipi, lo studio rileva un’associazione dell’asma in età scolare sia con l’anoressia nervosa sia con la bulimia nervosa, mentre il respiro sibilante in età prescolare appare legato soprattutto alla bulimia. Non emerge, invece, un periodo specifico di maggiore vulnerabilità. L’esposizione prima, durante o dopo la gravidanza mostra effetti simili.

Trattandosi di uno studio osservazionale, i ricercatori sottolineano che non è possibile stabilire un rapporto di causa ed effetto. Tuttavia, la coerenza dei risultati rafforza l’ipotesi che la salute mentale delle mamme, anche nelle sue forme meno studiate, possa avere conseguenze biologiche misurabili sullo sviluppo infantile. «La prevalenza dei disturbi alimentari e dei problemi respiratori varia molto tra le coorti, ma la direzione e l’entità delle associazioni sono risultate relativamente stabili», spiega Maja Popovic, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Torino e prima autrice dello studio.

I meccanismi alla base di queste associazioni restano in parte da chiarire. Secondo gli autori, lo stress cronico e gli squilibri ormonali legati ai disturbi alimentari potrebbero interferire con lo sviluppo dei polmoni e del sistema immunitario del feto. Inoltre, queste condizioni sono spesso associate a complicanze della gravidanza come basso peso alla nascita e prematurità, fattori noti per aumentare il rischio di problemi respiratori nei primi anni di vita. Non si esclude, infine, l’esistenza di una base biologica condivisa, con alterazioni immunitarie e infiammatorie comuni sia ai disturbi mentali sia all’asma.

I risultati invitano a considerare la salute mentale delle mamme in modo più ampio e integrato, includendo anche i disturbi del comportamento alimentare nei programmi di prevenzione e assistenza. Comprendere meglio come il benessere psicologico della madre influenzi la salute fisica del bambino potrebbe aiutare a individuare precocemente situazioni di rischio e a migliorare gli interventi a tutela della salute delle future generazioni.

Riproduzione Riservata © 2024 Scitizenship

Aggiornato il 01/13/2026

Articoli correlati