Medicina

Come l’obesità incide sul funzionamento della tiroide

di Redazione

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L’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica a livello mondiale e, come dimostra una recente ricerca condotta dall’Istituto di Biochimica e Biologia Cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBBC) in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, è strettamente correlata alla funzionalità della tiroide.

Gli scienziati hanno scoperto che il segnale generato dagli adipociti, le cellule che immagazzinano il grasso corporeo, interferisce con i fattori di trascrizione delle cellule follicolari della tiroide, responsabili dello sviluppo embrionale della ghiandola e del mantenimento delle sue funzionalità in età adulta. La proteina TTF-2 (Thyroid Transcription Factor 2) ha un ruolo fondamentale sia nello sviluppo che nell’omeostasi della ghiandola tiroidea, cioè nella sua capacità di autoregolarsi per un corretto funzionamento.

L’obesità, infatti, sembra inibire l’attività di TTF-2, causando un’alterazione dell’espressione genica e dell’omeostasi tiroidea. Questa scoperta potrebbe condurre all’identificazione di strategie farmacologiche in grado di contrastare gli effetti nocivi dell’obesità sulla tiroide.

La malattia, che colpisce sempre più persone in tutto il mondo, è associata a numerose patologie, tra cui quelle della tiroide. Infatti, diversi studi clinici ed epidemiologici hanno dimostrato che l’ipotiroidismo, un anomalo funzionamento della ghiandola causato da una sua ridotta capacità di produzione degli ormoni specifici, il cancro della tiroide, la presenza di noduli tiroidei e del gozzo sono più frequenti in pazienti con valori elevati di massa corporea.

La ricerca condotta dal CNR-IBBC e da “La Sapienza” ha evidenziato l’importanza di uno dei fattori di trascrizione della tiroide, la proteina TTF2, nella regolazione della funzionalità della ghiandola tiroidea. In particolare, gli scienziati hanno dimostrato che le secrezioni di molecole generate dagli adipociti inibiscono l’attività di TTF-2, rappresentando uno dei primi segnali biochimici che portano a un’alterazione dell’espressione genica e dell’omeostasi tiroidea.

La scoperta di questa relazione tra obesità e funzionalità della tiroide rappresenta un importante passo avanti nella comprensione di questa malattia e potrebbe condurre alla scoperta di nuove strategie terapeutiche per contrastare gli effetti nocivi dell’obesità sulla tiroide. Inoltre, questo studio sottolinea l’importanza di una dieta equilibrata e dell’attività fisica regolare per prevenire l’obesità e le patologie ad essa associate.

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