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Terremoti e particelle oscure: due scienziate italiane guidano progetti di frontiera

di Redazione

3 minuti

30/06/2025

Monitorare le faglie sismiche in tempo reale per anticipare i terremoti e dare la caccia a nuove particelle che potrebbero rivoluzionare la fisica: sono questi gli ambiziosi obiettivi dei due nuovi progetti di ricerca finanziati dall’European Research Council (ERC) all’Università di Bologna. A guidarli, due ricercatrici di spicco nel panorama scientifico internazionale, Laura Gulia e Silvia Pascoli.

Grazie ai finanziamenti ERC Advanced, tra i più prestigiosi e competitivi d’Europa, l’Alma Mater riceve in totale circa 4,7 milioni di euro per sostenere queste ricerche di frontiera, entrambe nel cuore delle discipline STEM. La prima sfida è quella affrontata da Laura Gulia, geofisica in arrivo dal Politecnico Federale di Zurigo (ETH). Con il progetto FARIA (Forecasting and understanding the seIsmic cycle through b-value), Gulia intende migliorare la nostra capacità di monitorare l’attività sismica in tempo reale, con l’obiettivo di valutare il rischio e, se possibile, anticipare eventi disastrosi.

Al centro della sua ricerca c’è un parametro chiamato “b-value”, che misura il rapporto tra i terremoti di piccola e grande magnitudo. Questo valore cambia nel tempo e nelle diverse fasi del ciclo sismico: una sua improvvisa diminuzione potrebbe segnalare l’avvicinarsi di una scossa significativa. “Se riuscissimo a rilevare in tempo reale questi cambiamenti, potremmo sapere se una faglia è prossima a rompersi”, spiega Gulia. “Sarebbe una svolta nella gestione del rischio sismico”.

Il progetto non promette la predizione precisa dei terremoti – un obiettivo ancora lontano – ma punta a fornire strumenti decisivi per capire lo stress delle faglie e migliorare la risposta ai disastri naturali.

Il secondo progetto, DarkSHunt (Hunting sub-GeV Dark Sectors), esplora un territorio molto diverso, ma altrettanto affascinante: quello della fisica delle particelle. A guidarlo è Silvia Pascoli, docente al Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna. Nonostante il successo del Modello Standard, la teoria fisica che descrive le particelle fondamentali, restano grandi misteri irrisolti: cos’è la materia oscura? Perché l’universo è fatto di materia e non di antimateria? Perché i neutrini hanno massa?

DarkSHunt si propone di cercare risposte in ciò che la fisica chiama “settori oscuri”, nuove particelle e interazioni che sfuggono agli strumenti attuali perchĂ© estremamente deboli o leggere. In particolare, il progetto cercherĂ  segnali di materia oscura leggera, leptoni neutri pesanti e fotoni nascosti. “Per anni si è pensato che questi fenomeni fossero troppo difficili da osservare”, dice Pascoli. “Oggi, però, nuovi esperimenti e nuove strategie ci offrono una finestra di opportunitĂ  unica per esplorare queste ipotesi”.

DarkSHunt lavorerĂ  in collaborazione con alcuni dei principali esperimenti internazionali, puntando a sviluppare analisi dedicate e tecniche innovative.

I due progetti sono esempi brillanti di ricerca di frontiera guidata da donne in ambiti STEM, un aspetto non secondario in un panorama scientifico che ancora oggi presenta forti squilibri di genere. Gli ERC Advanced Grant premiano la qualità e l’originalità della ricerca, sostenendo studiosi e studiose che hanno ottenuto risultati eccezionali nel proprio settore negli ultimi dieci anni.

Con FARIA e DarkSHunt, l’UniversitĂ  di Bologna rafforza il proprio ruolo nella ricerca internazionale, contribuendo in modo concreto alla comprensione di fenomeni che toccano da vicino le nostre vite – come i terremoti – e altri che riguardano le fondamenta stesse dell’universo.

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Aggiornato il 07/01/2025

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