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Scoperto un tunnel lunare: un’opportunità per le future missioni esplorative

di Redazione

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24/07/2024

Un team internazionale guidato dall’Università di Trento ha pubblicato un paper su una scoperta rivoluzionaria nello studio della Luna. Per la prima volta è stata dimostrata l’esistenza di un tunnel nel sottosuolo lunare, probabilmente un condotto di lava svuotato. Il lavoro, intitolato “Radar evidence of an accessible cave conduit on the Moon below the Mare Tranquillitatis pit”, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Astronomy.

La presenza di queste cavità era teorizzata e discussa da oltre 50 anni, ma questa è la prima dimostrazione concreta della loro esistenza. Lorenzo Bruzzone, dell’Università di Trento e coordinatore della ricerca, ha spiegato come si è arrivati a questa scoperta: “Nell’ambito di una missione della Nasa, il radar Miniature Radio-Frequency (Mini-RF) nel 2010 ha catturato una serie di immagini della superficie lunare. A distanza di tanti anni abbiamo analizzato queste immagini con complesse tecnologie di elaborazione dei segnali sviluppate recentemente nel nostro laboratorio e abbiamo scoperto che una parte delle riflessioni radar provenienti da un’area del mare della Tranquillità può essere attribuita a un condotto sotterraneo. Questa scoperta fornisce la prima prova diretta di un tunnel roccioso accessibile sotto la superficie della Luna”.

Come ha evidenziato Leonardo Carrer, ricercatore dell’Università di Trento e primo autore dell’articolo, “L’analisi dei dati ha permesso di costruire un modello che rappresenta la parte iniziale del tunnel. È molto probabile che si tratti di un condotto di lava svuotato”.

Wes Patterson, principal investigator del Mini-RF presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory, ha aggiunto: “Questa ricerca dimostra sia come i dati radar della Luna possano essere utilizzati in modi nuovi per rispondere a domande fondamentali per la scienza e l’esplorazione, sia quanto sia cruciale continuare a raccogliere dati telerilevati sulla Luna. Ciò considerando l’attuale missione LRO, e auspicabilmente, le future missioni orbitanti”.

Lo studio, parzialmente finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana, ha visto la partecipazione di ricercatori dell’Università di Padova e di La Venta Geographic Explorations APS, che hanno contribuito in particolare all’analisi geologica e alla modellazione della cavità identificata.

Lo studio non solo ha rilevanza scientifica, ma anche importanti implicazioni per le missioni lunari future, considerando che l’ambiente della Luna è estremamente ostile alla vita umana. La superficie esposta al Sole può raggiungere temperature di 127°C, mentre quella in ombra può scendere fino a -173°C, e la radiazione cosmica e solare è fino a 150 volte più intensa rispetto alla Terra. Inoltre, c’è una costante minaccia di meteoriti. Da qui nasce la necessità di individuare soluzioni per i siti di allunaggio delle sonde o per la costruzione di infrastrutture protette, come quelle nelle profondità lunari. Le prove radar dei tunnel lunari sono quindi cruciali per approfondire la nostra comprensione dell’estensione e della forma di questi condotti, facilitando l’esplorazione delle grotte lunari attraverso future missioni robotiche.

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Aggiornato il 07/19/2024

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