Un percorso tra le opere d’arte non è solo un’esperienza estetica, può anche migliorare la salute mentale. A confermarlo è lo studio MINERVA (Museo, Innovazione, Neuroscienze: Effetti Reattivi e reazioni psichiche al Valore Artistico), condotto tra maggio e novembre 2024 a Palazzo Maffei di Verona, che ha dimostrato in modo rigoroso l’effetto positivo della fruizione museale sul benessere psicologico della popolazione generale.
Il progetto, promosso dal museo veronese in collaborazione con il Centro OMS per la ricerca in Salute Mentale dell’Università di Verona, ha coinvolto 103 partecipanti in un percorso strutturato di tre visite guidate a distanza di una settimana l’una dall’altra. Il campione era prevalentemente composto da donne, con un’età media di 53 anni, rappresentativo di diverse situazioni lavorative e familiari, con un elevato livello di istruzione.
I risultati, pubblicati sulla rivista Frontiers in Psychology, mostrano miglioramenti significativi: al termine del percorso, la percentuale di partecipanti con disagio psicologico è scesa dal 67% al 56%, i sintomi d’ansia moderata o grave sono diminuiti dal 13,6% al 6,8%, e quelli depressivi dal 8,8% al 4,8%. Parallelamente, il benessere psicologico medio è aumentato da 13,88 a 15,88, e la quota di persone che dichiarava un elevato benessere è passata dal 34% al 50%. Gli effetti più marcati si sono osservati negli individui tra i 41 e i 60 anni.
Oltre ai benefici clinici, lo studio ha registrato un’ampia soddisfazione dei partecipanti: tra l’89 e il 98% ha valutato positivamente l’esperienza, trovandola interessante, coinvolgente e facilmente fruibile. I ricercatori sottolineano come la fruizione dell’arte nei musei possa rappresentare un approccio innovativo ed efficace per promuovere la salute mentale, confermando il ruolo dei musei non solo come spazi culturali, ma anche come contesti di intervento per la salute pubblica.
Palazzo Maffei, con la sua collezione di oltre 700 opere che spaziano dall’arte antica a quella contemporanea, ospita capolavori di Picasso, Hokusai, Magritte, Kandinsky, Dürer, Canova, Braque, Ernst e de Chirico. Grazie a questo patrimonio e a un percorso guidato attentamente strutturato, i visitatori hanno potuto sperimentare in prima persona il potere dell’arte di stimolare riflessione, emozione e connessione, elementi fondamentali per il benessere psicologico.
Il progetto MINERVA ha ricevuto anche un riconoscimento europeo. Nel documento della Commissione Europea Culture and Health. Time to act, dedicato al ruolo delle arti per la salute, è stato citato come modello di buona pratica, risultando l’unica iniziativa italiana menzionata. “La ricerca dimostra che l’arte può rappresentare una risorsa concreta per la salute pubblica”, spiega la prof.ssa Michela Nosè, coordinatrice dello studio. “Il progetto MINERVA apre una prospettiva innovativa che unisce cultura e salute, con basi scientifiche solide. L’obiettivo è proseguire con studi più ampi e disegni randomizzati, rafforzando la collaborazione tra istituzioni culturali e sanitarie per tradurre questo potenziale in politiche stabili di promozione del benessere”.
Vanessa Carlon, direttrice di Palazzo Maffei, sottolinea l’importanza sociale del museo: “Noi crediamo nell’arte. Il progetto MINERVA ha raccolto dati a supporto della visione che ha guidato mio padre nella nascita del museo: l’arte come strumento educativo, di inclusione e sostegno alle fragilità . Un ruolo sociale che va di pari passo con quello culturale, e sul quale è necessaria una riflessione ampia”.
Con MINERVA, l’esperienza artistica si conferma così non solo un arricchimento culturale, ma anche un vero e proprio strumento di salute mentale, aprendo nuove prospettive per integrare arte e benessere nella vita quotidiana della popolazione.
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L’impatto positivo dei musei sul benessere psicologico
di Redazione
3 minuti
05/01/2026
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Aggiornato il 12/15/2025