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Invecchiamento biologico: quali fattori lo influenzano?

di Redazione

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Esistono fattori¬†genetici,¬†culturali,¬†sociali,¬†ecologici¬†e¬†ambientali¬†che influenzano¬†l’invecchiamento. Al punto tale che¬†popolazioni diverse, ma che vivono¬†nello stesso luogo,¬†possono mostrare¬†et√† biologiche differenti. A rivelarlo √® uno studio condotto da ricercatori dell’Universit√† di Bologna¬†che ha analizzato il processo di invecchiamento biologico¬†di due popolazioni provenienti dal villaggio di Misi√≥n Nueva Pompeya, in Argentina:¬†i Wich√≠, una popolazione nativa americana, e¬†i Criollos, un gruppo che ha radici sia native americane che europee. Pubblicato¬†sulla rivista¬†Evolution, Medicine, & Public Health¬†con il titolo ‚ÄúEpigenetic aging differences between Wich√≠ and Criollos from Argentina: insights from genomic history and ecology‚ÄĚ, lo studio √® un primo risultato del programma¬†Age-IT, uno dei 14 partenariati estesi finanziati a livello nazionale nell‚Äôambito del¬†PNRR¬†e dedicato alle conseguenze e alle sfide dell‚Äôinvecchiamento.

L’invecchiamento della popolazione a livello globale sta rendendo la misura dell‚Äôet√† biologica¬†– lo stato e la velocit√† del processo di invecchiamento dell‚Äôorganismo –¬†un elemento fondamentale¬†per la prevenzione e la cura di molte malattie croniche. Per farlo, tra gli strumenti pi√Ļ innovativi ci sono gli orologi epigenetici, una serie di tecniche di analisi che permettono di distinguere l‚Äôet√† cronologica da quella biologica di un individuo. Oggi sappiamo che tra gruppi umani diversi possono esserci¬†diverse velocit√† di invecchiamento. Manca ancora per√≤ un quadro complessivo di queste differenze, e in particolare sono ancora molto limitate le indagini sulle popolazioni indigene.

Per questo, gli studiosi hanno deciso di analizzare le differenze di invecchiamento in due popolazioni che convivono nel villaggio di Misión Nueva Pompeya, nel Gran Chaco, in Argentina, mantenendo però profili genetici e culturali distinti. Da un lato, i Wichí sono un popolo nativo americano, che è rimasto a lungo isolato dai diversi eventi migratori che sono avvenuti nel continente sudamericano. Dall’altro, i Criollos sono un gruppo geneticamente caratterizzato dall’incrocio tra diversi popoli indigeni e i primi colonizzatori europei.

‚ÄúAnalizzando gli orologi epigenetici delle due popolazioni abbiamo scoperto che i Wich√≠¬†mostrano segni di invecchiamento biologico pi√Ļ elevati¬†rispetto ai Criollos‚ÄĚ, spiega¬†Cristina Giuliani, professoressa al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell‚ÄôUniversit√† di Bologna, che ha coordinato lo studio. ‚ÄúLe differenze che abbiamo individuato possono essere spiegate in parte¬†dalla diversa storia genetica¬†delle due popolazioni, ma un ruolo importante √® giocato soprattutto¬†dallo stile di vita¬†e¬†da diversi fattori ecologici‚ÄĚ. Per cercare di spiegare queste differenze, gli studiosi hanno preso in considerazione diversi parametri e dati etnografici tra cui¬†lo stato nutrizionale,¬†lo stato socioeconomico,¬†il contesto ecologico¬†e¬†la positivit√† a¬†Tripanosoma cruzi, un parassita endemico in queste zone.

“I Wich√≠, tradizionalmente cacciatori, raccoglitori e orticultori stagionali da semi-nomadi, nelle ultime decadi del XIX secolo¬†sono diventati sedentari, passando da una alimentazione che vedeva la prevalenza di frutti e animali della foresta al consumo di cibo industrializzato”, spiega¬†Zelda Alice Franceschi, professoressa del Dipartimento di Storia Culture Civilt√† dell’Alma Mater, da tempo impegnata in una ricerca etnografica nel villaggio di Misi√≥n Nueva Pompeya. “Questi cambiamenti economici e nutrizionali¬†possono certamente aver contribuito alle differenze osservate¬†nel confronto tra gli indicatori di invecchiamento biologico”. Altri fattori chiave suggeriti potrebbero poi riguardare¬†l’accesso all’acqua potabile¬†e¬†l’esposizione a malattie infettive. L’accelerazione dell’et√† epigenetica osservata tra i Wich√≠ potrebbe essere, infatti, attribuita¬†all’aumento dei tassi di infiammazione¬†dovuti a infezioni ricorrenti.

C’√® insomma¬†un’intricata rete di fattori¬†che influenza¬†l’invecchiamento epigenetico e per questo popolazioni diverse possono mostrare velocit√† di invecchiamento diverso. “Sappiamo ancora poco sul legame¬†tra orologi epigenetici e i possibili esiti in termini di salute¬†nelle diverse popolazioni umane: per questo sono necessarie ricerche che rappresentino tutti i diversi gruppi popolazionistici e che considerino la complessa biodiversit√† umana”, dice in conclusione la professoressa¬†Cristina Giuliani. “Inoltre, occorre un approccio di tipo interdisciplinare per poter comprendere i fattori biologici, culturali, sociali e ambientali alla base delle differenze che osserviamo nei processi di invecchiamento”.

Alla ricerca hanno preso parte diversi studiosi dell’Universit√† di Bologna: Vincenzo Iannuzzi, Stefania Sarno, Davide Pettener, Marco Sazzini e Cristina Giuliani del¬†Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali; Donata Luiselli e Paolo Abondio del¬†Dipartimento di Beni Culturali; Gastone Castellani, Claudio Franceschi, Paolo Garagnani, Federica Sevini e Claudia Sala del¬†Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche; Federica Masciotta del¬†Dipartimento di Scienze Statistiche “Paolo Fortunati”; Zelda Alice Franceschi del¬†Dipartimento di Storia Culture Civilt√†.

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