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Inserimento scolastico, come affrontarlo al meglio

di Redazione

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05/09/2024

Iniziare una nuova esperienza scolastica rappresenta sempre un momento delicato, in particolare per i bambini nella fascia d’età 0-6 anni. Che si tratti dell’inserimento al nido o alla scuola materna, questo passaggio può generare una serie di ansie e preoccupazioni, non solo nei piccoli, ma anche nei lor genitori. Mentre i bambini devono affrontare un ambiente sconosciuto e nuove persone, i genitori si trovano a fare i conti con il timore del benessere e dell’adattamento dei loro figli.

Giovanna Giacomini, pedagogista, formatrice e ideatrice di Scuole Felici, spiega che i bambini piccoli non sviluppano paure o ansie in autonomia, ma tendono piuttosto a riflettere le emozioni degli adulti che li circondano. “Un adulto sereno, che esprime fiducia nel percorso educativo, ha la grande capacità di ridurre di molto la difficoltà percepita dal bambino nell’affrontare una nuova realtà extra familiare”, afferma la Giacomini. È fondamentale che i genitori mantengano la calma e la fiducia nel processo educativo, poiché il loro atteggiamento influenzerà direttamente il comportamento e le emozioni del bambino durante l’inserimento.

La pedagogista aggiunge che, durante le prime fasi dell’inserimento, è perfettamente normale che il bambino possa piangere o mostrare segni di insofferenza. Infatti, dal punto di vista dello sviluppo cognitivo, i bambini molto piccoli non sono ancora in grado di comprendere l’assenza di una persona o di un oggetto, né di fare previsioni su quando avverrà il loro ritorno. Questa mancanza di comprensione può portare il bambino a reagire con pianto o ansia quando viene separato dal genitore. Tuttavia, “attraverso l’esperienza e un percorso naturale di crescita, il bambino imparerà a gestire queste nuove emozioni, scoprendo che dopo qualche ora ci sarà il ricongiungimento con mamma e papà”.

Il percorso dell’inserimento scolastico genera preoccupazione anche per i genitori. Le ansie variano in base all’età del bambino, ma tendono ad essere particolarmente intense nella fascia d’età 0-6 anni. “All’inizio il genitore è preoccupato, in maniera a volte irrazionale, di qualsiasi cosa. Quest’ansia è legata alla separazione e nasce da un eccessivo senso di protezione che si ha nei confronti dei figli”, spiega la Dottoressa Giacomini. È naturale per un genitore sentirsi in difficoltà di fronte al pianto del proprio bambino quando lo si lascia al nido o alla scuola materna, ma è essenziale che questi riconosca e gestisca le proprie emozioni per non trasmetterle al figlio.

L’inserimento scolastico è, dunque, un percorso di crescita non solo per i bambini, ma anche per i genitori, i quali devono imparare a fidarsi delle capacità di adattamento dei propri figli e del sistema educativo che li accoglie. Il sostegno reciproco tra genitori ed educatori, unito a una comunicazione aperta e positiva, può rendere questo passaggio meno traumatico e più sereno per tutti i protagonisti coinvolti.

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Aggiornato il 09/09/2024

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