Quando attraversiamo una strada trafficata, schiviamo ostacoli camminando o scegliamo rapidamente la traiettoria migliore durante una partita, il nostro cervello sta davvero pianificando tutto in anticipo? Secondo una nuova ricerca internazionale pubblicata su PNAS, la risposta è no. Pianificazione e azione non avvengono in sequenza, ma si sviluppano insieme, influenzandosi continuamente mentre ci muoviamo.
Lo studio, frutto della collaborazione tra l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc) di Roma e l’Università di Montréal, mette in discussione una delle idee più radicate nelle scienze cognitive cioè quella secondo cui prima decidiamo e poi agiamo. I risultati suggeriscono, invece, che il cervello continua a valutare alternative e modificare le proprie strategie anche durante il movimento.
Per indagare il fenomeno, i ricercatori hanno progettato un esperimento simile a un videogioco. I partecipanti controllavano un avatar incaricato di attraversare un fiume saltando su pietre disposte lungo il percorso. Alcune traiettorie erano più sicure ma più lunghe, altre più rischiose ma potenzialmente vantaggiose. L’obiettivo era capire come le persone prendessero decisioni in situazioni dinamiche, dove ogni movimento modifica il contesto successivo. Analizzando le traiettorie e i tempi di reazione, il team ha osservato che i partecipanti iniziavano spesso a muoversi prima di aver definito completamente la strategia migliore.
“Gli individui non attendono di aver completato una pianificazione per iniziare ad agire”, spiegano Davide Nuzzi e Giovanni Pezzulo del Cnr-Istc, coautori dello studio. “Al contrario, iniziano a muoversi presto, continuando a deliberare durante l’azione stessa”.
Un dettaglio particolarmente interessante riguarda la velocità dei movimenti. Nei punti più critici del percorso, i partecipanti rallentavano, segno che il processo decisionale era ancora in corso anche mentre stavano già agendo. La ricerca si inserisce nel filone delle cosiddette decisioni embodied, cioè profondamente legate al corpo e al movimento. In questa prospettiva, percezione, decisione e azione non sono moduli separati, ma elementi di un unico sistema dinamico.
I risultati mostrano, infatti, che le persone non valutano soltanto le opzioni immediate – per esempio un salto più facile o più difficile – ma tengono conto anche delle conseguenze future delle proprie scelte. Chi riusciva a pianificare meglio gli effetti a lungo termine otteneva prestazioni superiori. Ma non è tutto. Anche fattori fisici apparentemente secondari, come la direzione del movimento o l’inerzia accumulata durante l’azione, influenzavano le decisioni finali. Elementi spesso trascurati nei modelli classici della cognizione.
Secondo gli autori, questo approccio offre una rappresentazione più realistica del comportamento umano, soprattutto nelle situazioni quotidiane, dove raramente abbiamo il tempo di pianificare tutto nei dettagli prima di agire.
Le implicazioni dello studio vanno oltre la psicologia cognitiva. Comprendere come il cervello integri continuamente pianificazione e movimento potrebbe aiutare a sviluppare nuovi modelli neuroscientifici e migliorare la progettazione dei sistemi di intelligenza artificiale. Molti algoritmi attuali, infatti, trattano pianificazione ed esecuzione come fasi separate. Ma gli esseri viventi funzionano diversamente: agiscono, valutano, correggono e riadattano il comportamento in tempo reale.
Per questo motivo, spiegano i ricercatori, i futuri sistemi robotici e le IA più avanzate potrebbero diventare più efficienti proprio adottando strategie decisionali dinamiche e “incarnate”, simili a quelle biologiche. Lo studio suggerisce, inoltre, una riflessione più ampia sull’evoluzione dell’intelligenza. Prima ancora di sviluppare il pensiero astratto, gli esseri viventi hanno dovuto imparare a prendere decisioni rapide durante l’azione concreta. Ed è probabilmente in questa integrazione continua tra corpo e mente che si trovano le radici più profonde della cognizione.
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In che modo prendiamo decisioni?
di Redazione
3 minuti
24/06/2026
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Aggiornato il 06/24/2026