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Ecco come il Carnevale può favorire l’inclusione di genere

di Redazione

4 minuti

24/02/2025

Ogni giorno si parla di paritĂ  di genere, eppure i dati dimostrano che il divario tra uomini e donne è ancora lontano dall’essere colmato. Secondo il Global Gender Gap Report 2024 del World Economic Forum, il punteggio globale del divario di genere è del 68,5%, con un miglioramento minimo rispetto all’anno precedente. Con questo ritmo, si stima che ci vorranno 134 anni per raggiungere una reale uguaglianza a livello globale. L’Italia, in particolare, si trova alla 87esima posizione, confermando che la strada verso la paritĂ  è ancora lunga.

Contrastare gli stereotipi di genere fin dalla prima infanzia è essenziale per accelerare questo processo, e il gioco può rivelarsi un prezioso alleato in questa sfida. Il Carnevale, ad esempio, offre un’opportunitĂ  per abbattere pregiudizi e favorire una cultura piĂą inclusiva. “Attraverso una scelta di costumi senza preconcetti e la valorizzazione della fantasia, questa festa può trasformarsi in un momento educativo, in cui bambine e bambini sperimentano nuove identitĂ  senza essere vincolati da etichette di genere”, sostiene Giovanna Giacomini pedagogista, formatrice e ideatrice di Scuole Felici e del portale Edu-wow.com. Indossare un costume consente di sperimentare nuove prospettive, sviluppare empatia e potenziare la creativitĂ , aspetti fondamentali nello sviluppo dell’intelligenza emotiva e del pensiero critico.

La pedagogista precisa che giĂ  a partire dai 18 mesi, i bambini iniziano a distinguere le differenze fisiche tra maschi e femmine, mentre tra i 2 e i 3 anni avviene il processo di identificazione di genere. Entro i 5 anni, gli stereotipi culturali iniziano a influenzare la loro percezione dei ruoli: il maschio associato alla forza e all’azione, la femmina alla dolcezza e alla cura. La scuola dell’infanzia, la famiglia e l’ambiente educativo giocano un ruolo cruciale nel contrastare queste rigiditĂ , proponendo alternative che svincolino giochi e aspirazioni dai condizionamenti di genere.

L’educazione dei bambini passa inevitabilmente da quella degli adulti. Giovanna Giacomini sostiene che le scelte che i genitori fanno, persino prima della nascita, influenzano la costruzione dell’identitĂ : dai colori dei vestiti ai giocattoli, ogni dettaglio può contribuire a rafforzare o a contrastare stereotipi preesistenti. Educare a una maggiore consapevolezza è, quindi, fondamentale per creare un ambiente inclusivo e libero da pregiudizi legati al genere.

Il Carnevale può essere un’occasione per riflettere su questi temi. Spesso sono gli adulti a scegliere i costumi per i piĂą piccoli e in queste decisioni si riflettono condizionamenti culturali consolidati. I maschi vestiti da supereroi, le femmine da principesse: uno schema rigido che limita la libertĂ  espressiva e rafforza categorie di genere. Consentire ai bambini di scegliere liberamente il proprio travestimento permette loro di esplorare identitĂ  senza vincoli predefiniti. Questo approccio è adottato in molte scuole che utilizzano il “baule dei travestimenti”, un contenitore di cappelli, mantelli, stoffe e occhiali che stimolano la fantasia senza etichette di genere.

Un altro aspetto cruciale è il rispetto delle scelte dei bambini. Se un maschio vuole travestirsi da fata o una femmina da supereroe, non dovremmo scoraggiarli. Il travestimento è un gioco che permette di immedesimarsi in modelli positivi, prendendo spunto da storie e personaggi ammirati. “Per contrastare gli stereotipi, è utile ampliare l’offerta di modelli positivi, mostrando ai bambini e alle bambine storie di donne e uomini che hanno superato i limiti imposti dal genere, raggiungendo traguardi importanti in ogni ambito”, spiega Giovanna Giacomini. “Non si tratta di condannare le tendenze attuali, ma di offrire una prospettiva piĂą ampia, in modo che ogni bambino possa sentirsi libero di scegliere chi essere, senza condizionamenti. Spesso, le nostre resistenze derivano da pregiudizi inconsapevoli o dalla paura di ciò che non conosciamo”.

Anche la scelta di travestirsi da personaggi controversi non dovrebbe destare preoccupazione. L’attrazione per l’ignoto, per il pericolo e per la sfida fa parte del processo di crescita. Indossare i panni di un antagonista non significa voler emularne il comportamento, ma esplorare le diverse sfaccettature della personalitĂ  umana. Il gioco è un territorio sicuro in cui i bambini possono confrontarsi con emozioni complesse, sperimentare alternative e sviluppare una visione piĂą ampia della realtĂ .

Stimolare la riflessione sulle scelte di travestimento può essere un ulteriore passo verso una maggiore consapevolezza. Dialogare con i bambini su cosa li spinge a preferire un costume rispetto a un altro può aiutarli a decostruire stereotipi di genere giĂ  interiorizzati. “Ad esempio, se una bambina sceglie di travestirsi da Wonder Woman, si può ragionare insieme su come arricchire il personaggio con nuove caratteristiche: e se fosse stata un’ingegnere aerospaziale prima di diventare un’eroina? Questo permette di ampliare il ruolo con elementi meno tradizionali rispetto agli stereotipi di genere”, aggiunge Giovanna Giacomini. “Allo stesso modo, un bambino che sceglie di essere un cavaliere, uno spadaccino o un pistolero potrebbe immaginare il suo personaggio come gentile e pacifico, qualcuno che si prende cura degli altri, magari con una famiglia di cui occuparsi. In questo modo, si gioca con i ruoli, mescolando tratti comunemente attribuiti al maschile e al femminile”.

Favorire un’educazione libera da stereotipi significa permettere ai bambini di costruire un’immagine di sĂ© piĂą ricca e autentica. Il Carnevale, con la sua natura giocosa e trasformativa, può diventare uno strumento di libertĂ  e di inclusione, un’opportunitĂ  per superare pregiudizi e promuovere una cultura piĂą equa fin dalla prima infanzia.

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Aggiornato il 02/28/2025

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