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Come il cambiamento climatico alimenta gli incendi boschivi

di Redazione

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29/07/2024

Uno studio internazionale, che ha coinvolto l’Istituto di Geoscienze e Georisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Cnr-Igg) e coordinato dall’Università di Murcia in Spagna, ha ottenuto per la prima volta una stima precisa dell’impatto dei cambiamenti climatici sull’estensione delle aree bruciate dagli incendi. Sebbene gli incendi siano spesso innescati da attività umane, sia intenzionali che accidentali, è il clima a determinarne l’ampiezza. Una volta iniziato, l’incendio si propaga in base alle condizioni meteorologiche, come la presenza di vento forte, e ad altri due fattori fondamentali: la disponibilità di combustibile, come legna e vegetazione secca, e l’efficacia delle misure di prevenzione e controllo. Lo studio, recentemente pubblicato su Earth’s Future e condotto a livello globale, evidenzia che lo stato e la quantità di combustibile sono strettamente legati alle condizioni climatiche dell’area interessata dagli incendi.

“I risultati della nostra ricerca mostrano che le condizioni climatiche nel periodo immediatamente precedente l’incendio sono cruciali in ampie regioni del mondo, specialmente negli ecosistemi più umidi, perché determinano lo stato del combustibile vegetale. Tuttavia, anche le condizioni climatiche degli anni precedenti possono giocare un ruolo importante, specialmente nelle zone più aride, perché determinano l’abbondanza della vegetazione che può essere bruciata” ha spiegato Antonello Provenzale, direttore del Cnr-Igg. “In una vasta parte del globo, pari a circa il 77% delle aree continentali soggette a incendi, circa il 60% delle variazioni annuali dell’area bruciata dipende direttamente dalle variazioni climatiche osservate di anno in anno”.

I risultati derivano dall’analisi di venti anni di dati raccolti sia al suolo che da satellite, un lavoro che ha portato alla creazione del primo database globale sugli incendi boschivi, integrando informazioni provenienti da fonti nazionali. Si tratta di uno strumento che unisce dati provenienti da diverse parti del mondo, offrendo una visione d’insieme delle aree colpite dagli incendi. Secondo Andrina Gincheva, dell’Università di Murcia, in Spagna, e prima autrice del lavoro: “Grazie a questo database gli esperti potranno studiare meglio come gli incendi boschivi stanno cambiando nel tempo e capire quali fattori li influenzano. Queste conoscenze saranno preziose per sviluppare strategie più efficaci per prevenire e gestire gli incendi, una sfida sempre più importante in molte parti del mondo.”

Lo studio, risultato di una vasta collaborazione internazionale che coinvolge il Cnr-Igg e numerosi altri enti a livello globale, tra cui l’Università di Murcia in Spagna, l’Università della California, l’Università di Montpellier in Francia, l’Università Australe del Chile e il Centro di Ricerca sugli Incendi Boschivi e i Pericoli Naturali del Nuovo Galles del Sud in Australia, dimostra chiaramente la dipendenza diretta dell’area bruciata dalle condizioni climatiche. Le variazioni del clima influenzano la dinamica degli ecosistemi, determinando l’estensione degli incendi. Altri fattori possono influire in alcune aree, come la tipologia e la distribuzione della vegetazione, la capacità di rilevare tempestivamente l’insorgenza di un incendio e la rapidità degli interventi di controllo.

È evidente come i cambiamenti climatici influenzino direttamente l’ambiente e la nostra società. Come sottolineato da Provenzale: “È essenziale affrontare senza ritardi la crisi climatica e implementare adeguate misure di previsione dei pericoli naturali per poter intervenire tempestivamente”.

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Aggiornato il 07/29/2024

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