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Campioni olimpici, ecco l’equazione dietro al successo

di Redazione

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18/09/2024

Quando qualcuno riesce ad ottenere successo nel suo campo d’azione, ci si chiede quale sia la somma di fattori che lo hanno determinato. Pensiamo agli atleti recentemente diventati campioni olimpici, oppure a un chirurgo esperto, a uno studente modello, a un artigiano conosciuto per la sua maestria. Qual è l’equazione che determina in loro il raggiungimento di prestazioni eccellenti? Da molto tempo la psicologia del lavoro, le scienze dell’educazione e il management si interrogano su questo tema.

Un gruppo di ricerca guidato da Filippo Ferrari, professore al Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna, attraverso un lavoro durato dieci anni, è riuscito a identificare i fattori che sono alla base della performance e misurarli con un’equazione che comprende la somma di abilità, motivazione e caratteristiche personali, a cui si aggiunge il contesto esterno.

Lo studio, pubblicato sul Business Process Management Journal con il titolo “The employee-related antecedents of work performance: exploring a three-sided model for Human Resources Management”, mostra che i fattori personali influiscono tra il 40 e il 65% sul risultato finale della prestazione, mentre una quota compresa tra il 35 e il 60% è determinata da fattori esterni. “Questa equazione fornisce un quadro oggettivo per misurare i fattori che influenzano le prestazioni dei dipendenti e offre, quindi, spunti strategici per la gestione delle risorse umane”, spiega Filippo Ferrari. “Si tratta di un modello che aiuta le organizzazioni a concentrarsi sulle competenze specifiche, consentendo una formazione mirata e ignorando le competenze meno rilevanti”.

Vediamo un esempio del funzionamento di questa equazione tratto dal mondo dello sport. Cosa rende Jannick Sinner un campione? Per prima cosa è dotato di un fisico e di una personalità adeguati al gioco del tennis (caratteristiche personali). Inoltre, possiede eccellenti livelli di tecnica tennistica (abilità). E, infine, si allena e gareggia con intensità, tenacia e dedizione (motivazione). Questi fattori sono alla base della performance di qualunque tennista, anche mediocre, ma in Sinner hanno valori estremamente elevati.

“Dal punto di vista teorico, è possibile che una carenza in un singolo fattore sia compensata da livelli particolarmente elevati in altri fattori, ma dal punto di vista matematico i tre fattori non possono essere simultaneamente pari a zero, altrimenti la prestazione sarebbe impossibile, o meglio sarebbe dovuta solo a fattori non legati al soggetto”, precisa Ferrari. “Oltre a competenze, motivazione e caratteristiche personali ci sono, infatti, molti fattori situazionali che possono influenzare la performance. Ad esempio, lo stile di leadership e il clima psicologico, ulteriore valore da inserire nell’equazione”.

Il modello messo a punto dagli studiosi dell’UniversitĂ  di Bologna permette di stimare le prestazioni future e fornisce un metodo piĂą affidabile rispetto alla misura delle capacitĂ  cognitive generali, spesso meno accurata. Così facendo, il modello permette di implementare, oggettivamente e con efficacia, tutte le pratiche legate alla selezione, gestione, orientamento e sviluppo del personale oltre che contribuire a un sistema di valutazione delle prestazioni piĂą equo, riducendo al minimo i pregiudizi e migliorando la giustizia organizzativa.

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Aggiornato il 09/09/2024

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