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Adolescenti e depressione, l’impatto dei social media

di Redazione

3 minuti

11/11/2024

Uno studio americano, condotto dalla Brigham Young University e pubblicato sul Journal of Adolescence, ha esaminato come l’uso precoce dei social media influenzi il rischio di depressione negli adolescenti, seguendo quasi 500 ragazzi per un periodo di otto anni. La ricerca ha rivelato che l’impatto dei social sulla salute mentale varia significativamente da un adolescente all’altro e ha identificato alcuni fattori personali e familiari che possono aumentare o ridurre il rischio di sviluppare sintomi depressivi.

La ricerca si è concentrata su 488 adolescenti di età media di 13 anni, coinvolti nel progetto longitudinale Flourishing Families Project. A cadenza annuale, gli adolescenti hanno riferito il loro uso dei social media, mentre i ricercatori hanno monitorato l’andamento dei sintomi depressivi. Gli autori hanno adottato un approccio basato sull’individuo, anziché trattare i partecipanti come un gruppo omogeneo. In questo modo, è stato possibile distinguere cinque diversi profili di adolescenti, o “classi”, ciascuno caratterizzato da un diverso rischio di sviluppare sintomi depressivi in relazione all’uso dei social media. I risultati hanno evidenziato cinque classi di rischio: classe dei maschi ad alto rischio, classe delle femmine ad alto rischio, classe a rischio moderato, classe a rischio basso e classe a rischio molto basso.

Ciascun profilo era contraddistinto da specifici fattori di rischio o di protezione. Ad esempio, tra i fattori che contribuivano ad aumentare il rischio di depressione, sono stati individuati la genitorialità ostile, il bullismo tra pari, livelli elevati di ansia, alta sensibilità agli stressor e scarsa supervisione dei genitori sull’uso dei media. Al contrario, un atteggiamento caloroso da parte dei genitori rappresentava un fattore protettivo, riducendo il rischio di sviluppare sintomi depressivi.

L’impatto dei social media non è uguale per tutti
Uno dei principali risultati di questo studio è che l’uso dei social media non ha lo stesso impatto su tutti gli adolescenti. Mentre alcuni ragazzi sembrano piĂą vulnerabili agli effetti negativi dei social, altri non mostrano particolari rischi o, addirittura, sembrano meno soggetti alla depressione grazie a fattori protettivi presenti nel loro ambiente. “Il nostro lavoro dimostra come gli effetti dei social media non siano uniformi”, spiegano i ricercatori. “Alcuni adolescenti sono piĂą suscettibili di altri, e questo dipende molto dalle loro esperienze familiari, sociali e personali”.

Lo studio suggerisce che interventi mirati, basati sulle caratteristiche di ciascuna classe, potrebbero aiutare a ridurre il rischio di depressione associato ai social media. Per esempio, le ragazze nella classe ad alto rischio tendono a non discutere dei contenuti dei social media con i genitori, che spesso non pongono limiti al tempo trascorso online. Questa mancanza di controllo e dialogo espone le ragazze a un rischio maggiore, soprattutto perchĂ© sono piĂą ansiose e, quindi, piĂą vulnerabili a esperienze negative sui social. Un esempio di intervento suggerito per questa classe è aiutare i genitori a sviluppare una relazione aperta e proattiva con le figlie sull’uso dei social media. Questo potrebbe includere stabilire limiti sull’uso dei social o parlare apertamente delle esperienze online, aiutandole a interpretare le interazioni negative senza sentirsi sopraffatte. “Per le ragazze ansiose”, affermano gli autori, “anche un singolo episodio negativo può avere un impatto duraturo, inducendole a rimuginare su di esso per giorni o settimane”.

Un passo avanti per la salute mentale degli adolescenti
Questo studio rappresenta un importante contributo alla comprensione delle modalità in cui i social media possono influenzare la salute mentale degli adolescenti. Identificando i fattori di rischio e di protezione, famiglie, scuole e professionisti della salute possono collaborare per offrire supporto specifico agli adolescenti più vulnerabili, promuovendo un uso dei social media più sano e consapevole. La ricerca invita a riflettere sulla complessità dell’adolescenza, un periodo critico in cui i social media possono rappresentare sia un’opportunità che un rischio. Adattare gli interventi alle esigenze di ogni adolescente potrebbe essere la chiave per proteggere la loro salute mentale.

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Aggiornato il 11/13/2024

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